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Parte IX — Teoria dei sistemi

Un modello di linguaggio non è un sistema AI. Lo diventa quando lo circondano un orchestratore, dei tool, una memoria, un ambiente e un utente: è allora che compare un comportamento — utile o dannoso — che non si legge in nessuno dei pezzi presi da soli. La teoria dei sistemi è la disciplina che dà il vocabolario per ragionare su questo livello: confine, ambiente, stato, processo, feedback, emergenza, gerarchia. Nasce a metà Novecento da radici parallele — la General System Theory di Ludwig von Bertalanffy, la cibernetica di Norbert Wiener, la system dynamics di Jay Forrester, il pensiero sistemico divulgato da Donella Meadows — e oggi è lo strumento concettuale che separa il debugging “il modello ha sbagliato” dal debugging “il feedback loop è disegnato male”. Questa Parte costruisce quel vocabolario dall’intuizione: cosa è un sistema, in cosa il pensiero sistemico differisce da quello analitico, perché scegliere dove tracciare il confine cambia il problema, e perché tutto questo serve a chi progetta pipeline agentiche e deployment. È la base concettuale per la Parte X (Cibernetica) e per la Parte XI (Control theory).

Stato della Parte: 10 di 10 capitoli scritti.

  1. Sistema, ambiente, confine, stato: il vocabolario di baseteoria-sistemi-intro
  2. Sistemi aperti, chiusi, dissipativisistemi-aperti-chiusi
  3. Stato, transizione, traiettoriastato-spazio-dinamica
  4. Equilibrio, stabilità, attrattoriequilibrio-stabilita
  5. Osservabilità e controllabilità: cosa posso misurare, cosa posso governareosservabilita-controllabilita
  6. Feedback vs feedforward: correggere l’errore o anticipare il disturbofeedback-feedforward
  7. Modelli descrittivi, predittivi, prescrittivimodelli-sistemi
  8. Riduzionismo e olismo: quando scomporre funziona e quando noriduzionismo-olismo
  9. Scegliere il confine cambia il problemaconfini-del-sistema
  10. Perché la teoria dei sistemi serve per capire agenti e deploymentponte-sistemi-ai

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